IL SALVAVITA E L’INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO

IL SALVAVITA E L’INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO.

Scrivo questo articolo perchè vi sono ancora proprietari di abitazioni che confondono il salvavita con l’interruttore automatico (il magnetotermico) trascurando l’adeguamento del proprio impianto soprattutto per la sicurezza dei bambini che stanno sempre per infilare dita e chiodi o altri oggetti nelle prese di corrente di casa.

L’INTERRUTTORE AUTOMATICO (L’INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO)

In elettrotecnica l’interruttore magnetotermico, detto impropriamente “interruttore automatico” (e più precisamente interruttore automatico magnetotermico) è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso di corrente elettrica in un circuito elettrico in caso di sovracorrente; quest’ultima può essere causata da un malfunzionamento (sovraccarico) oppure da un guasto (corto circuito).

Sostituisce sia l’interruttore termico sia il fusibile, con il vantaggio rispetto a quest’ultimo di una maggior precisione d’intervento e di essere facilmente ripristinabile con la pressione di un pulsante o l’azionamento di una leva. Deriva il suo nome dal fatto che esibisce un funzionamento diverso nell’interruzione da cortocircuito (meccanismo di tipo magnetico) rispetto all’interruzione da sovraccarico (meccanismo di tipo termico).

Interruttore magnetotermico due poli

In Italia, la legge stabilisce che negli impianti civili attuali deve essere installato anche un interruttore differenziale, che è invece utilizzato per far fronte a problemi di dispersione e quindi a rischi di folgorazione.

IL SALVAVITA (INTERRUTTORE DIFFERENZIALE)

In elettrotecnica, l’interruttore differenziale è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso elettrico di energia in un circuito elettrico di un impianto elettrico in caso di guasto verso terra (dispersione elettrica) o folgorazione fase-terra, fornendo dunque protezione anche verso macroshock elettrico, sia diretto sia indiretto, sulle persone a rischio. Non offre invece alcuna protezione contro sovraccarico o cortocircuito tra fase e fase o tra fase e neutro. È detto differenziale, perché basa il suo funzionamento sulla rilevazione dell’eventuale differenza di correnti elettriche rilevata in ingresso e in uscita al sistema elettrico in caso di dispersione.

Interruttore differenziale.

Molte abitazioni, non sono adeguate alla normativa, dove nell’impianto elettrico non è installato l’interruttore differenziale ( il salvavita), ne l’impianto elettrico è dotato della messa a terra. Sono convito che per ignoranza le persone non capiscono l’importanza di queste dotazioni obbligatorie a norma di legge che salvano realmente la vita delle persone, soprattutto dei bambini ignari del pericolo.

Interruttore Differenziale (salva vita) e magnetotermico insieme.

Io a tre anni, ho messo una batteria Superpila, a cui avevo tolto il cartone di protezione, nel portalampade, al posto della lampadina, in una abat jour, una lampada da comodino, poi l’ho collegata alla presa elettrica e ho premuto quel bel bottoncino bianco e ho acceso, fumo e fiamme, all’epoca, fine anni 50′ non vi era che un rudimentale sistema di fusibili, con due filetti di piombo, che non si sono bruciati e la corrente è stata talmente forte che i fili hanno preso letteralmente fuoco, la plastica che ricopriva i fili non era autoestinguente come oggi e ha preso fuoco. Lo zio Pietro mi aveva raccontato che con le cose di legno non si prendeva la corrente, allora presi il mio fucile giocattolo e con il calcio di legno ho battuto sui fili fino ad interromperli e cosi per fortuna mi sono salvato, lo ricordo ancora oggi perfettamente.

I pericoli in casa già ve ne sono tanti meglio prevenirli che rischiare al vita. Una banalità, l’asciugacapelli collegata sempre alla presa di corrente in bagno, vicino la doccia o la vasca da bagno se cade in acqua cosa succede?

Per l’adeguamento dei vecchi impianti elettrici la normativa onerava il proprietario dell’appartamento, mentre gli adeguamenti degli impianti elettrici condominiali ricadevano per competenza sull’amministratore dello stabile, dove l’adeguamento condominiale si fermava prima dell’appartemento o abitazione privata.

Gli adeguamenti vanno fatti da installatori autorizzati a rilasciare le certificazioni che gli impianti adeguati sono a norma.

73 da Antonio IU8CRI

 

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